| Programma |
|
ELEZIONE DIRETTA DEL SINDACO E DEL CONSIGLIO COMUNALE DI PADOVA PROGRAMMA DEL CANDIDATO SINDACO MARCO MARIN E DELLE LISTE COLLEGATE LA CITTA’ DELLA LIBERTA’ Una città orgogliosa del suo passato e capace di guardare con serenità e fiducia al suo futuro. Una città capace di riscoprire la propria identità e di trasformare le proprie specificità in risorsa. Una città che si parla, si confronta, capace di “leggere” il presente e di creare le condizioni per uno sviluppo sociale, economico e culturale Questa è la Padova che vogliamo: libera, sicura, forte, vivibile, solidale, partecipata. 1. La città “cuore” del Nordest Il nuovo Passante di Mestre e l’avvio della Metropolitana di superficie da un lato rafforzano la centralità di Padova nel contesto regionale e dall’altro rendono ancor più stretti i rapporti con Treviso e Venezia. Vanno considerate e colte in quest’ottica nuove ed importanti sinergie, sul piano economico, turistico e culturale, supportate con nuove infrastrutture che consentano di competere a livello europeo. La centralità di Padova in quest’ambito, soprattutto sul piano della grande viabilità, può essere rafforzata con lo spostamento di alcuni servizi regionali e una struttura comunitaria dedicata alle relazioni con l’Est Europeo Inoltre, il ruolo di baricentro che Padova ha nell’economia regionale viene rafforzato dai nuovi grandi assi viari, primo tra tutti il Corridoio 5. Una opportunità di rilievo internazionale, che per dispiegarsi appieno richiede una serie di azioni. In particolare, è necessario accelerare i tempi di realizzazione delle opere complementari, per il raccordo con il nuovo Passante; ottimizzare i collegamenti con la grande viabilità di rango nazionale e internazionale, razionalizzando i flussi di traffico; rafforzare il ruolo dei caselli autostradali come nodi focali per l’edificazione di poli dirigenziali e amministrativi. In questo contesto va evidenziata la necessità di sostenere e portare a compimento il GRA di Padova. 2. La città che cresce I quartieri di Padova, sorti spesso confusamente nel dopoguerra, come l’Arcella, San Carlo, la Guizza, ed altri, possono essere oggetto di nuove previsioni urbanistiche. Tale possibilità potrà realizzare una ristrutturazione urbanistica di piccole zone nei quartieri interessati, che produca l’effetto di ottenere più spazi a servizi, con particolare riferimento alla larghezza delle strade, alla dotazione di parcheggi e alle superfici da destinare a verde e a piste ciclabili. Nuova variante periurbana. Il PAT dovrà prevedere una nuova disciplina di insediamento eco-compatibile di abitazioni nell’area perirubana di Padova, il cui significato agricolo va sempre più inteso nel senso di tutela dei nuclei ivi residenti e di espansione controllata degli stessi, nonché quale area di interesse paesaggistico – ambientale che può ricavare proprio da moderati indici edificatori le risorse per porre a disposizione della cittadinanza nuovi spazi a valenza ambientale Una città di città. Sarà necessario valorizzare zone cittadine come ad esempio Montà, San Bellino, Salboro, Ponte di Brenta, Torre, Mortise facendoli diventare veri e propri “nuovi centri urbani” capaci di agire come volano attrattivo di socialità e nuove attività. Casa. Un nuovo Piano Peep. Oltre al celere completamento dell’attuale Piano, nell’ambito del Pat, va previsto nuovo progetto di edilizia convenzionata, con criteri di assegnazione fortemente premiali per i soggetti con legami con il territorio. Patrimonio da riconvertire. Nella città vi è un’altra città: caserme Piave, Pierobon, Romagnoli, Comando Nord est di Prato della Valle, polveriera, ex Ospedale Militare, aeroporto militare, oltre che Prandina, sono gli esempi più eclatanti di immense aree, ormai del tutto sottoutilizzate. Le aree dovranno essere messe a disposizione soprattutto per servizi, impiantistica sportiva, aree verdi, anche utilizzando il volano di una parziale rivalutazione urbanistica. Nella nostra città ci sono molte aree da recuperare e riconvertire, come l’ex Foro Boario. Lo sviluppo economico. Per molti tratti Padova è la più europea delle città nordestine: la dimensione di città media, il motore economico fatto di produzione, servizi e saperi, la posizione al crocevia di assi di comunicazione, lo spessore culturale e scientifico. Una Padova che guarda al futuro deve avere un’ambizione forte attrezzandosi per affrontare le sfide che l'aspettano con una maggiore dinamicità. In questo contesto, va richiamata l’attenzione sul ruolo della Fiera di Padova, che negli ultimi anni ha progressivamente perso incisività e ruolo. Per quanto riguarda l’economia, va mantenuto nel nostro territorio un tessuto imprenditoriale di qualità, ad alto valore aggiunto. Quello attuale è un periodo di crisi complessa ma nel Dna dei nostri imprenditori c’è una storica capacità di reazione alle avversità. Si può uscire dalla crisi anche meglio di altri, tutelando un manifatturiero solido,che in questi anni si è ristrutturato contando sulla propria capacità di fare innovazione e qualità. Questo patrimonio rappresenta un grande motivo di fiducia e di stimolo per il territorio ed è prioritario fare di tutto per salvaguardarlo e per attrarre nuovi investimenti, tecnologia, innovazione. E’ necessaria una nuova programmazione urbanistica del territorio, ai nuovi Pati, alla zona industriale di cui va salvaguardata la vocazione produttiva e ai servizi avanzati. a) L’impresa che produce e crea lavoro va messa in condizione di crescere e investire. Va attratta nel nostro territorio, non ostacolata. Considerando che la Zip di Padova è la più estesa area industriale senza soluzione di continuità di tutta Europa, che dalle migliaia di aziende insediate dipendono non solo i destini economici della città ma di un’area ben più vasta, visti i 25mila dipendenti diretti e le oltre 50mila persone che giornalmente vi si recano, non può evitare di tracciare in maniera marcata e netta un percorso futuro. Con il dovuto riguardo a tutti gli aspetti connessi, la ZIP può ricoprire un ruolo centrale nei futuri assetti europei, un attrattore di investimenti anche stranieri. b) La logistica. L’insieme di infrastrutture e servizi di intermodalità logistica potranno qualificare il nascente soggetto derivante dalla fusione tra Interporto e Magazzini Generali come un hub fondamentale per l’economia di Padova e del Veneto, connessa con i più importanti porti italiani e del nordeuropea. Una eccellenza su cui investire e da valorizzare nell’ottica di realizzare un grande polo di interscambio merci del Nordest che sia capace di intercettare i flussi dell’Adriatico e dell’Area mediterranea, guardando verso il sistema portuale veneziano e abbandonando definitivamente ogni velleitarismo competitivo tra i Campanili. c) il nuovo Polo Sanitario, che dovrà nascere con l’obiettivo di essere anche un centro di eccellenze che metta in rete cliniche universitarie, laboratori di ricerca e imprese High tech potendo attrarre cervelli e avere notevoli ricadute sul territorio. Si tratta da un lato di valorizzare la scuola medica padovana, già eccellente, e mantenerla competitiva a livello europeo, e dall’altro in grado di portare benefiche ricadute nella qualità sanitaria e preventiva dei cittadini padovani. d) un’Università di eccellenza che continui ad aprirsi ed essere motore di iniziative di trasmissione del sapere tecnologico alle Pmi del territorio che si stanno ripensando per affrontare in maniera vincente il futuro e le sfide competitive dagli altri centri internazionali. Si è avviata una serie di percorsi di collaborazione tra l’ambiente accademico e quello professionale, da valorizzare e tutelare ulteriormente. In particolare, è necessario favorire l’inserimento dei migliori laureati dell’ateneo nel sistema produttivo locale, anche attraverso l’individuazione di figure professionali ad altissima specializzazione e con profili adeguati alle esigenze espresse dal territorio stesso: è necessario incentivare l’innovazione anche nella gestione della pubblica amministrazione. e) Il Commercio. Il commercio non rappresenta solo un’importante attività economica, con decisivi riflessi anche in altri settori, come quello turistico, ma un elemento indispensabile per la vita stessa della città, sia nei centri storici, che nei quartieri. Nella specificità di Padova, l’Amministrazione comunale deve attivarsi con una serie di iniziative forti ed urgenti. In particolare va previsto: - un piano del commercio che sia in grado di rivitalizzare la città; - un impegno in favore della sicurezza che individui nella polizia municipale l’elemento “in aggiunta” all’ottimo lavoro delle forze dell’ordine per un presidio del territorio; - un ritorno dello spritz da problema di ordine pubblico a fenomeno “normale” con conseguente immediato contrasto del degrado; - uno stop all’abusivismo rappresentato dal dilagare del fenomeno “vu’ cumprà”; - una lotta decisa alla contraffazione per la quale Padova rischia di diventare la capitale del Nordest; - un completo ripensamento della politica relativa alla presenza dei negozi in centro storico e nelle periferie, con incentivi ed agevolazioni; - la programmazione di manifestazioni di ampio respiro in grado di rilanciare la città; - sostegno alle giovani imprese; - parcheggi in centro in grado di accogliere chi intende recarsi in città; - un turismo, purtroppo in sofferenza, che necessita che anche il comune di Padova diventi “attore protagonista”; - azioni ed interventi in grado di fare di Padova “la capitale del Nordest” Per quanto riguarda specificatamente il centro storico, deve essere privilegiata la sua vocazione commerciale, turistica e culturale nell'ambito di quello che già naturalmente è un grande centro commerciale naturale. Su questa logica esso dovrà avere una sua gestione pubblico-privata primariamente tesa a individuare soluzioni, progetti, interventi e relative risorse nonché a risolverne le notevoli problematiche. Vanno sostenute le attività commerciali di prossimità, nei quartieri e nelle periferie, nonché nelle aree a traffico limitato o ad accesso limitato per presenza della linea metrotram. 3. La città vivibile La tutela ambientale costituisce uno dei punti di intervento prioritari per la città pulita e vivibile. La progettualità per innalzare la qualità della vita passa attraverso numerose iniziative, a cominciare da una progettualità che privilegi la riqualificazione di aree abbandonate, semiabbandonate, o comunque da convertire, tuttora presenti nei confini comunali. Altre, come la qualità dell’aria, passano attraverso una mobilità più fluida, il potenziamento dei mezzi pubblici, il verde pubblico, le piste ciclabili, la riduzione dei rifiuti. Trasporto pubblico Il metrobus va visto come un sistema integrato di più linee di parcheggi e reti viarie alternative per il traffico di attraversamento e soprattutto come imperdibile qualificazione dei tratti urbani attraversati dal sistema stesso. Va sottolineato che senza una dinamica di sistema, con particolare riferimento alle strade alternative e ai parcheggi, il metrobus rischia di provocare danni significativi al traffico della città. Al tempo stesso, vanno esplorate le migliori soluzioni che la tecnica viene offrendo. In particolare le successive due linee vanno rappresentate in termini di area metropolitana nelle direttrici est-ovest, nonche` sull`asse Stazione – Voltabarozzo, da ipotizzarsi anche al fine di congiungere Agripolis e Legnaro. Parcheggi. Si deve proporre un sistema di strutture a servizio sia lontane dal centro, sia di corona al centro stesso e centrale, da realizzarsi in maniera coordinata, prevalentemente ricorrendo alla finanza di progetto. Utilizzando tale strumento, va avviata la procedura per la costruzione di parcheggi interrati. Ambiente. Vanno inoltre incoraggiati e sostenuti i percorsi informativi e formativi per il risparmio energetico, la riduzione nella produzione di rifiuti, le buone pratiche in materia di tutela dell’ambiente e rispetto per il territorio. Ulteriori azioni riguardano: la collaborazione con ARPAV per il monitoraggio del territorio e offrire ai cittadini strumenti per conoscere lo stato di salute della loro area. E' necessario sostenere un sistema di incentivi per i privati che fanno investimenti in edilizia o impiantistica eco-sostenibile (sostituzione di caldaie, pannelli fotovoltaici, materiali eco-sostenibili eccetera); svolgere, insieme agli istituti scolastici, opportune azioni di sensibilizzazione al riciclaggio, alla raccolta differenziata, alla riduzione nella produzione dei rifiuti e all’uso delle energie rinnovabili; avviare con la cittadinanza un percorso di confronto relativamente al problema dello smaltimento dei rifiuti prodotti e di sensibilizzazione all’uso delle energie alternative. Padova per lo Sport. Padova sportiva deve tornare ad essere punto di riferimento non solo regionale nel panorama sportivo italiano, così da essere “baricentrica” per una serie di interventi: impiantistica, livello qualitativo dello sport di squadra e numero degli atleti d’elite; grandi organizzazioni di eventi e, soprattutto, per la pratica sportiva di base che consenta da una parte di costruire campioni e, dall’altra, di formare persone, così da far diventare lo sport un vero e proprio “stile di vita”. Padova deve riappropriarsi di una vera e propria “politica sportiva” del Comune che riesca a catalizzare sulla città finanziamenti pubblici e privati. In questi ultimi anni ci si è limitati ad “assistere” a quello che succedeva, senza la forza di intervenire-interagire con il “fenomeno” sportivo, nascondendosi dietro il “falso problema” dei pochi finanziamenti perchè a mancare sono state le idee. E’ necessario ricreare dei “circuiti virtuosi”, capaci di stimolare i giovani talenti a restare a Padova, gli imprenditori a investire nello sport e i dirigenti ad avere orizzonti di lungo periodo e di più ampio respiro e a consorziarsi per l’attività di base e la gestione degli impianti ma anche per far tornare le nostre Squadre e i nostri Atleti al vertice assoluto. I campioni, infatti, con la loro vita e il loro esempio agiscono anche da ispirazione e da traino per le vocazioni dei giovani che si avvicinano all’attività sportiva, imitandoli. Le iniziative. Concretamente si può dire che i punti deboli dell’attuale gestione dello sport a Padova, e su cui sono necessarie azioni innovative, riguardano l’impiantistica, le manifestazioni “top” e “promozionali”, i finanziamenti, il ruolo e la funzionalita’ della Consulta dello Sport, i rapporti con il mondo dello sport. Impiantistica. Va studiata la possibilità di costruire una vera Cittadella dello Sport, utilizzando le sinergie tra pubblico e privato. Impianti di quartiere. Nei quartieri non sono sufficienti le “arco-strutture”. Il bisogno di spazi per lo sport di base padovano richiede vere e proprie palestre di quartiere o, come minimo, la necessità di rendere autonomie anche nei “servizi” le arco-strutture esistenti. Manifestazioni ed attività promozionali. Il Comune di Padova ha il diritto-dovere, invece, di essere il punto di riferimento di iniziative di promozione sportiva e, in accordo con tutto il mondo dello Sport, dovrà riassumere questo ruolo, anche attraverso l’elaborazione di pensiero ed idee in luogo dell’attuale appalto esterno di esse. Finanziamenti. La funzione del Comune dovrà essere quella di fungere da volano per aggiungere alle proprie risorse (finanziamenti tramite aziende pubbliche e contributi diretti) quelli catalizzati dal mondo dell’imprenditoria, svolgendo anche un compito di equo coordinamento degli interventi stessi. 4. La città solidale Lavorare per l'integrazione La storia e la tradizione consolidata delle politiche sociali è caratterizzata dalla frammentarietà, talora dall’occasionalità, dalla difficoltà di fare sistema e di sapere se le attività socio assistenziali in atto contribuiscono effettivamente alla soluzione dei problemi sociali e più in generale siano fattori di coesione sociale. E’ pertanto necessario instaurare forme di cooperazione tra i diversi attori che nel territorio operano nel campo delle politiche sociali, attivando processi di confronto e condivisione di idee-guida. L'amministrazione deve agire per favorire e promuovere il lavoro di rete tra questi soggetti, e per questa ragione è capo-fila di una serie di iniziative tese a potenziare la capacità di integrazione dei servizi erogati nonché l'integrazione tra istituzioni. Oggi c’è più vulnerabilità e siamo anche meno attrezzati perché bisogna confrontarsi quotidianamente con problemi inediti e più diffusi di quanto sembri ad una prima analisi. Ci troviamo di fatto di fronte a una situazione di difficoltà diffusa, resa più difficile dalla scarsità di risorse finanziarie dei soggetti pubblici e dalle trasformazioni nella vita quotidiana (fragilità familiare e territoriale, precarietà dei soggetti, senso di insicurezza sul territorio, e altro ancora). Di fatto tutta la comunità può essere investita da uno di questi aspetti. Si va verso una familiarizzazione del rischio. In questo caso non si può delegare solo agli esperti la risoluzione dei problemi, ma è necessario definire quali sono i diritti e i doveri riconosciuti a tutti cittadini presenti sul territorio. Il sistema politico-amministrativo è quindi chiamato ad essere promotore e facilitatore istituzionale intervenendo in diversi campi, avendo come punto di riferimento il raggiungimento della autonomia personale, rifiutando ogni forma di assistenzialismo cronico. - famiglie: un campo classico, che però assume oggi una valenza critica in presenza dell’evoluzione dell’istituzione famiglia, del diverso rapporto tra le generazioni, della diffusione di dipendenze, della problematica funzionalità di tutte le istituzioni della socializzazione a partire dalla scuola; parliamo di attenzione ai tempi della famiglia, di progetti che devono essere ulteriormente sostenuti , per esempio l’affido familiare, perché nella logica di sostenere la famiglia e far crescere il minore in una situazione di attenzione al suo sviluppo psicofisico, di centri di aggregazione e di incontro positivo per moltiplicare le occasioni di incontro e i soggetti che le offrono. E’ necessario potenziare tutti i servizi collegati alla crescita formativa dei nostri ragazzi, ad iniziare dagli asili nido per arrivare al miglioramento e potenziamento qualitativo di tutte le altre strutture. In particolare, l’aumento dei servizi per la prima infanzia ha nella nostra città carattere di urgenza. Vanno aumentati i posti negli asili nido comunali, costruendone di nuovi, e vanno potenziati e sviluppati anche altri progetti con soggetti del terzo settore in grado di offrire servizi innovativi e di qualità per la fascia 0-3 anni. - Cura delle persone anziane o comunque in difficoltà per prevenire forme di solitudine e di abbandono/separatezza. Bisogna ridare il diritto di cittadinanza alle persone che hanno concluso il loro ciclo produttivo ma che hanno contribuito a costruire questa nostra splendida Padova. Vanno potenziati tutti gli interventi domiciliari che permettano all’anziano di rimanere il più possibile nella propria casa e vicino ai loro affetti. E vanno anche migliorati tutti i servizi culturali, di mobilità, i progetti perché partecipino allo sviluppo della città con la valorizzazione delle loro risorse. - compensazione ed alleviamento (se possibile, prevenzione) degli handicap della più varia natura: un campo ormai consolidato, anche se complesso perché spesso è la famiglia che deve farsi carico della maggior parte delle attenzioni, una politica sociale quindi che supporti le famiglie nelle diverse fasi della vita integrando i servizi consolidati anche con strategie di inclusione sociale; - salute e benessere psicofisico: sono i campi più tipici delle politiche sociosanitarie, che stanno assumendo nuove valenze in presenza di mutamenti demografici ( vedasi la struttura per età della popolazione, il calo della natalità); pensiamo ai tanti over 65 presenti nella nostra città e che possono ancora dare molto a Padova e ai più giovani in termini di trasmissione di esperienza, di conoscenza, di memoria. - dipendenze: fumo, alcool, psicofarmaci, droghe, “sballo”. E' necessario un lavoro attento , soprattutto con le scuole e con le altre agenzie educative, pensiamo alle associazioni culturali, a quelle sportive, a quelle ambientaliste perché la promozione di una vita sana faccia parte della quotidianità degli interventi che vengono messi in campo con ragazzi che incontrano quotidianamente. - occupabilità ossia garantire al maggior numero possibile di individui l’accesso regolare e continuo, nelle diverse fasi della vita, al mercato del lavoro in condizioni regolari e eque dal punto di vista reddituale;si tratta di impostare accordi di partenariato che portino i servizi sociali a risponder non con mera erogazione di contributi ma con progetti individuali che valorizzino le capacità delle persone - integrazione multiculturale: siamo diventati un paese d’immigrazione. Anche la nostra città è chiamata a confrontarsi con questioni di integrazione sociale e di tolleranza multiculturale. E’ necessario allora che la politica sappia governare il fenomeno affinché si raggiunga l'obiettivo di una integrazione reale basata certamente sui diritti, ma anche sui doveri e sul rispetto delle regole. In questa prospettiva di una corretta politica di integrazione entrano anche altre priorità, vicine per ambito a quelle sociali e di cui bisogna tener conto nei sistemi di governance locale: - le politiche della sicurezza che riflettono fenomeni di scarsa coesione sociale e di marginalità; - le politiche urbane specie quelle di rinnovamento urbano e di manutenzione ordinaria e straordinaria della città chiamate ad evitare forme di degrado anche sociale; - le politiche culturali e formative, da cui dipende, ad esempio, la qualificazione crescente della domanda sociale. L'integrazione delle politiche sociali, deve essere come il DNA, parte integrante dell’amministrazione attraverso l'attivazione di nessi non occasionali tra differenti attori e l' avvicinamento dei loro servizi in una prospettiva strategica e di cooperazione all'interno del sistema locale. Nella programmazione e nella gestione quotidiana dei servizi sociali, è necessario operare per fare sistema; evitare incoerenze ed eccessi di duplicazione; riconoscere i problemi emergenti che non hanno ancora un' adeguata risposta istituzionale; evitare gli sprechi di risorse tendendo governate le dimensioni dell'efficienza, efficacia ed economicità; focalizzare l’attenzione sul fruitore finale, cioè sul cittadino; investire di più nel lavoro di comunità; fare interventi strutturali nelle aree più a rischio di degrado con l’attivazione di centri di aggregazione e spazi dedicati alla cultura e alle attività educative perché tutti possano avere le stesse possibilità anche se non nascono nella strada giusta. E ancora: investire in educazione e cultura; pensare alle diverse altre realtà presenti in città evitando forme di separatezza nella città, valorizzando i processi di educazione alla legalità; presidiare il territorio non solo con i vigili ma con operatori capaci di sviluppare il senso di appartenenza alla comunità Bisogna costruire o avviare politiche trasversali a tutti i settori dell’Amministrazione tenendo conto di tutti gli aspetti della vita di un cittadino dal lavoro, all’utilizzo delle strade , alla richiesta di spazi di incontro e aggregazione fruibili con sicurezza da tutti bambini, anziani, famiglie; tenendo conto che una città più bella nel suo arredo, dove si investe in cultura è anche una città in cui si vive più sicuri e quindi meglio. alla vivibilità nei luoghi di aggregazione . Politiche in cui la comunità tutta è coinvolta e chiamata a rispondere con la consapevolezza che non tutto sarà risolvibile nell'immediatezza ma che se si interviene immaginando in grande e pianificando in prospettiva è anche possibile costruire interventi che superino il tempo di un mandato elettorale e che facciano davvero crescere una città solidale e più vivibile per tutti. 5. La città sicura Ogni padovano deve vivere pienamente la sua città, sentirsi sicuro in casa e e fuori casa e nel tempo libero. Questo l’obiettivo dell’amministrazione comunale, la quale deve mettere in atto tutte le iniziative utili per raggiungere questo obiettivo. L'insicurezza è aumentata da una serie di fattori, tra cui un’incontrollata presenza di immigrati irregolari; l’esistenza di nuclei di criminalità organizzata; la difficoltà di integrazione sociale e culturale in particolare in alcune aree – simbolo; la consapevolezza diffusa di carenze e lacune nei procedimenti penali, per cui appaiono frequenti situazioni di impunità di fatto per soggetti riconosciuti colpevoli. Per questo vanno attivate tutte le iniziative di sensibilizzazione, di vigilanza e di coordinamento delle istituzioni, forze dell’ordine e le varie articolazioni sociali. In particolare, è necessario un costante controllo dell’immigrazione e monitoraggi severi sui flussi interni provenienti da altre Regioni; efficienza ed efficacia dei provvedimenti di espulsione e rimpatrio per gli immigrati irregolari; politiche per l’integrazione abitativa, sociale e culturale della popolazione straniera residente evitando forme di ghettizzazione ed auto ghettizzazione; aumento degli strumenti di vigilanza e controllo negli spazi pubblici; sperimentazione di nuovi progetti volti a migliorare la sicurezza dei cittadini sul territorio; certezza e rapidità della pena nei confronti di chiunque compia atti criminali o dannosi; maggiore coordinamento e collaborazione tra le forze dell’ordine operative sul territorio. Per quanto riguarda l’amministrazione comunale, è necessario che operi per una riorganizzazione per presidi della polizia municipale. In particolare, realizzando delle sedi periferiche in almeno i quattro punti cardinali della città e nel centro storico. Si prevedono inoltre presidi mobili nelle principali zone della città e il ripristino delle Unità mobili e di altre squadre specializzate in sorveglianza. Va applicata la “tolleranza zero” nei confronti di qualsiasi attività illegale, usufruendo dei nuovi poteri dati ai Sindaci dal nuovo pacchetto sicurezza varato dal Governo. Vanno studiati e realizzati tutti gli strumenti che le attuali normative consentono di attuare per migliorare la sicurezza della vita dei cittadini, comprese quelle tese ad eliminare il degrado urbano generalizzato. L'azione mirata dovrà coordinarsi con i necessari strumenti di sostegno sociale indirizzati ad incentivare il rispetto della legalità e la considerazione del bene comune come bene proprio ed individuale del cittadino. E’ necessaria una politica che eviti nuove situazioni-ghetto come quella in Via Anelli, area, quest’ultima, la cui riqualificazione va finalmente avviata, evitando i presupposti per l'insediamento di nuovi ghetti. Sempre in tema di sicurezza, tra gli obiettivi principali va ribadita l’attività preventiva delle infrazioni del Codice della strada, particolarmente gravi nell’ambito della sicurezza stradale (velocità pericolosa, cinture, caschi, telefonini, guida in strato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti) e della salute (controlli emissioni scarichi, uso opacimetro). Saranno potenziati i servizi di controllo stradale nei fine settimana. Lo “sportello sicurezza deve diventare un punto di riferimento per i cittadini, in grado di raccogliere le piccole segnalazioni, ma anche in grado di fornire assistenza psicologica, tecnica e pratica ai quei cittadini vittime di scippi, furti o rapine. La Protezione Civile va sostenuta con mezzi e funzioni, punto di presidio importante per la sicurezza del territorio. 6. La città della cultura Snodo culturale inestimabile, Padova è una città che ha saputo contribuire incisivamente ad ogni forma culturale, artistica, espressiva e propositiva. La cultura ha sempre rappresentato la più nobile forma di crescita della comunità, di dialogo con la cittadinanza e di opportunità personale. La sua valenza culturale è risultata negli ultimi anni affievolita e sbiadita, più a rimorchio di grandi iniziative nazionali che traino propositivo per un modello culturale che usa un ineccepibile patrimonio locale e che lo condivide attivamente come stimolo ed esempio. Deve essere accentuata una dinamica di “coordinamento culturale” con le tante realtà associative ed istituzioni culturali, deve essere attuata una reale condivisione dei programmi culturali nell’intento di non “imporre cultura” ma di lasciarla liberamente esprimere. Le grandi infrastrutturali, come l’Auditorium, devono integrare il tessuto urbano in maniera ordinata e conforme, e devono essere progettate con dimensioni idonee ad una città dell’importanza del Nordest. Deve essere potenziato il rapporto con l’Università, non solo per la formazione/convegnistica , ma anche per la condivisione organica delle risorse potenziali ed umane come segno di un sapere che produce interesse. La rivitalizzazione culturale è occasione fondamentale per la riqualificazione delle aree urbane e delocalizzate, valorizzazione e aggregazione, proposta e fruibilità. L’importante complesso dei Musei Civici deve continuare una strada di valorizzazione ed accrescimento dell’interesse culturale dei padovani e dei flussi turistici. Il Centro Culturale San Gaetano ed i tanti luoghi e centri culturali del territorio devono trovare una forte progettualità culturale ed organizzativa. 7. La città partecipata La capacità di un’amministrazione pubblica di incidere realmente nei meccanismi di cambiamento è legata principalmente dalla partecipazione dei cittadini. Lo Statuto comunale ed il regolamento delle Circoscrizioni hanno individuato nel Quartiere l’istituzione che rappresenta le esigenze della popolazione, che promuove, uniformandosi al principio della sussidiarietà, la più ampia partecipazione democratica dei cittadini alla vita politico-amministrativa della città. Riteniamo che questo processo vada sostenuto ed incrementato, sviluppando le funzioni delegate ai quartieri; favorendo la socializzazione dei cittadini e sviluppando l’associazionismo; migliorando qualitativamente e quantitativamente i servizi di sportello decentrati e programmando una costante e stabile attività di raccordo tra l'amministrazione centrali ed i quartieri. Il presente è un semplice documento di indirizzo, aperto a tutti i contributi di programma e di azione che, coerentemente con le linee descritte, saranno suggeriti dall’evolversi delle situazioni e dal costante dialogo nella giunta, nel consiglio comunale, con le rappresentanze associative e sindacali e con gli stessi citatdini. |




